
Sono sicura che questa tematica potrebbe scutere gli animi di molti, e alcuni si potrebbero chiedere che cosa abbia di spirituale questo argomento. Però, io credo profondamente che per chi percorre un cammino spirituale sia importante lottare per fare si che ci possa essere in futuro un po' più di armonia in questo mondo. Forse chi sta combattendo oggi non arriverà mai a vedere realizzato quello che per molti si tratta solo di una fantasia utopica, ma se io sono qui a potervi parlare di questo oggi e per merito di tutte quelle persone che prima di noi hanno combatturo per vedere i nostri diritti protetti e valorizzati. Anche loro in passato si saranno potuti sentire sotto pressione e quasi tentati di lasciarsi andare alle situazioni contingenti, ma non si sono comunque mai arresi e ogni loro goccia nell'oceano ha fatto si che il mondo iniziasse a cambiare e lo potessimo percepire come è ora... ma non è comunque ancora finita.
In una società di perfetta apparenza in cui, anche se non viene ammesso direttamente, essere "diversi" viene ancora considerato uno stigma, è giunto il momento di alzare tutti la voce e di mostrare apertamente chi siamo anche in base alle nostre esperienze. Perchè a volte si può scoprire che la nostra storia non è poi così diversa da quella di qualcun'altro e di sicuro non è meno importante. Non sono infatti tanto le esperienze a caratterizzarci, ma soprattutto il modo in cui decisiamo di reagire ad esse che ci caratterizzano come persona e mostrano veramente chi abbiamo scelto di essere.
Questo può valere per una pesona che ha preso consapevolezza della sua identità di genere e/o delle sue preferenze relazionali e sessuali. Per esempio, io mi definisco come una persona genderqueer demisessuale e biromantica, e nella mia esperienza personale ne ho affrontante molte di discriminazioni anche a volte sottili e quasi involontarie che però mirano a minare la propria sicurezza interiore. Frasi come "è solo una fase, passerà", "ma ne sei sicura", "a me non sembra proprio", "quando incontrerai la persona giusta cambierai idea", ecc.... sono tutte frasi che colpiscono e fanno ancor più male quando a pronunciarle sono anche alcune persone purtroppo appartenenti all'ambiente LGBTQIA+. Troppo spesso, infatti, si sente dire rivolti ai bisessuali e ai biromantici che "non sono nè carne nè pesce", "che non si sono ancora decisi", "che ancora si devono chiarire le idee su chi sono in realtà" negando in questo modo l'essistenza di un intera fetta della loro comunità. Allo stesso modo, succede quando a chi si rispecchia nello spettro Ace viene detto che "la loro è solo una fase", che "non hanno ancora trovato la persona giusta" o ancor peggio che "questo tipo di inclinazione sessuale e/o romantica non esiste" negandola totalmente.
Questo stesso sentimento di rifiuto sociale lo si può provare in altra forma anche quando una persona viene dichiarata diversamente-abile o invalido civile. Nulla togliento a nessuno, ma per esperienza personale chi ha un tipo di malattia invalidante non immediatamente evidente agli occhi di chi guarda, troppo spesso viene soggetto al giudizio della gente e vengono spesso richieste spiegazioni non dovute, perchè esiste una cosa chiamata privacy di cui troppo spesso le persone sembrano prendere sotto gamba quando non le tocca direttamente. Io, per esempio, soffro di artrite psoriasica ed, essendo anche evidentemente obesa, le mie articolazioni fanno fatica a sostenermi o a permettermi di fare tutti quei movimenti che la maggior parte della gente considera spontanei e naturali. Per questo motivo, io ho spesso bisogno di fermarmi sedermi e rallentare i movimenti per evitare di provare troppo dolore, e non dovrei essere tenuta a dare per forza spiegazioni o obbligata a cedere, per esempio, il mio post sui mezzi pubblici.
Ancor peggio è, per mia esperienza personale, quando si viene a sapere che la propria invalidità è di tipo psicologico. Su di questo ci sono ancora moltissimi pregiudizi che ho riscontrato non solo tra la gente comune, che può non conoscere al meglio la materia perchè non l'ha mai studiata prima, ma anche all'interno dello stesso sistema sanitario, per cui sembra che se hai un disturbo di tipo psicolologico sei praticamente immune a ogni tipo di malattia fisica. Io, infatti, risulto pubblicamente avere diagnosticata la sindrome bipolare di tipo I e, pur continuando a credere fermamente che sia importantissimo prendersi la responsabilità di portare avanti la propria terapia per poter continuare a condurre un tenore di vita sano, molto spesso negli ultimi anni da quando mi sono state riscontrate delle patologie fisiche mi sono ritrovata a dovermi quasi vergognare di questa diagnosi che porta anche i professionisti che ho di fronte fare a passare sotto gamba i problemi fisici del mio corpo.
Tutte queste sono tematiche che mi piacerebbe molto approfondire con voi su questo mio blog, in un ottica di rispetto e amore verso il prossimo anche e soprattutto se diverso da te e dalle tue aspettative. Per me è molto importante parlare anche di queste tematiche perchè si legano profondamente a chi sono e a quello che intendo come spiritualità, che per me è una sana rispettosa e reciproca apertura verso il prossimo, ancor di più quando ci si sente isolato ed in difficoltà. Questa è la missione che ho deciso di portare vanti come Melissa del Tempio della Dea Madre, anche perché la nostra stessa forma di spiritualità viene spesso considerata di nicchia e ricoperta di molti pregiudizi. Lo dimostra il fatto che siano ancora in pochi i Praticanti Sciamanici, le Streghe o i Pagani che si riescano a definire apetamente tali, uscendo dal così detto "armadio delle scope". Questo perchè, purtroppo, ancora oggi chi segue un cammino spirituale, che non viene considerato convenzionale dalla società in cui viviamo, viene ancora discriminato e messo alla gogna pubblica: come spesso mi è successo - anche solo come prima reazione delle persone che incontro - da quando ho deciso di mostrarmi pubblicamente senza più censure. Termini come magia, stregoneria, paganesimo, pratica sciamanica vengono ancora troppo spesso circondati da un alone di follia, stranezza, superstizione e nel peggiore dei casi di malevolezza. Motivo per cui la maggior parte delle persone che sono attratte da questa spiritualità - legata al rispetto della Natura percepita come Grande Madre, dai cui cicli possiamo imparare a conoscere i nostri moti interiori; all'unione energetica del sacro femminino con il sacro maschile come origine della creazione; al concetto che ogni essere del Creato contenga in se una Scintilla Divina, che ci unisce tutti gli uni agli altri in un rapporto di interdipendenza come facessimo parte di un grande organismo vivente; ecc. - preferiscono non dichiararlo apertamente sostituendo spesso i termini legati a queste pratiche spirituali con altri più legati alle "pratiche olistiche", che ultimamente sono state riscoperte e sono diventate molto più socialmente accettate, anche se appartengono a culture originarie molto lontane da noi.
Sempre per mia esperienza personale, però, secondo me tutti questi assurdi preconcetti, che affondano le proprie radici nella paura del cambiamento - come se riconoscere il diritto di libera espressione di sé di qualcuno diverso da noi ci privasse di qualcosa, cosa che in realtà non avviene -, potrebbero scomparire se solo si imparasse ad ascoltare apertamente chi ci è accanto e con cui condividiamo questo vasto mondo, in cui nessuno è perfettamente uguale l'uno all'altro.
Se l'introduzione su questi nuovi possibili argomenti del blog vi è piaciuta, fatemelo sapere nei commenti e potete scrivermi anche quale di tutte queste tematiche vi piacerebbe che venga approfondito per primo.
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